12.01.07 Valse, i ballerini trampolieri alle Vigne il giorno di San Bassianos

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VALSE, I BALLERINI TRAMPOLIERI
DEL TEATRO TASCABILE DI BERGAMO
ALLE VIGNE IL GIORNO DI SAN BASSIANO

Uno spettacolo concepito e nato per essere rappresentato in grandi spazi aperti, ma che promette di mantenere intatta (e forse persino aumentare) tutta la sua capacità evocativa e la sua forza suggestiva anche nelle confinate dimensioni di un palcoscenico.
Si tratta di Valse, lo spettacolo costruito intorno ad una categoria-mito della cultura sociale europea (il valzer appunto) che la compagnia Teatro Tascabile di Bergamo porterà a Lodi venerdì 19 gennaio, esibendosi alle Vigne in occasione della cerimonia di consegna delle benemerenze civiche.
In questa danza (riproposta in una originalissima versione, con ballerini trampolieri) si condensano elementi antropologici e cosmologici (il giro di valzer come smarrimento ipnotico, ma anche omologia pitagorica, con la rotazione delle sfere celesti, la cui sintesi suprema, a livelli vertiginosi, è rintracciabile nei dervisci tourneurs della mistica sufi), sociali (attraverso la sua pratica si registra e favorisce fra l'altro l'avvento e l'autonomia della coppia) e storici (il finis Austriae ha avuto il suo lancinante epitaffio in un capolavoro di Ravel, La Valse, con il quale flirta, con scherzosa discrezione, il titolo dello spettacolo).
Il contesto è dunque imponente: il Teatro Tascabile di Bergamo ha tentato nel corso del tempo, secondo le abituali lunghe scansioni dei suoi lavori, una serie di approcci il cui esito viene ora proposto in una edizione particolare, che innesta sul mito popolare del valzer (con la sua vorticante leggerezza, lo scintillio degli sguardi e la schermaglia dei sorrisi) un'armatura lirico-drammaturgica, che registra il valzer come simbolo dell'opzione estetica (di danza delle emozioni e del suo riflesso culturale, l'opera d'arte) della cultura occidentale (maggioritaria dopo l'avvento della modernità) con le accensioni e le catastrofi che l'accompagnano.
Un filo rosso, come quello delle gòmene della marina inglese, ne attraversa la tessitura: una bambina inquieta, sfuggita alla sorveglianza dell'abate precettore, spalanca i grandi occhi sul mondo degli adulti al gran ballo; una scimmia stolida e sorniona la tenta con la sua palla d'oro. I trampoli, che del teatro in spazi aperti sono un accessorio classico, dilatano il concerto dei décolletés, dei tulle e degli smoking in un vortice onirico-fiabesco, evocato come possibile reazione alla grigia atmosfera che ristagna sulla plumbea palude della nostra vita culturale.
(12-01-2007)