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07.12.06 All'Archivio Storico una conferenza di Fausto Pelli
DON ABBONDIO, UN PERSONAGGIO
TRA FALLIMENTO E REALISMO:
ALL’ARCHIVIO STORICO
UNA CONFERENZA DI FAUSTO PELLI
Don Abbondio: fallimento e realismo nel personaggio manzoniano è il titolo della conferenza che il poeta e scrittore Fausto Pelli terrà sabato 16 dicembre presso la Sala del Deposito dell’Archivio Storico di via Fissiraga (ore 16.00, ingresso libero).
Nato a Sant'Angelo Lodigiano nel 1931, Fausto Pelli risiede a Lodi. Ha pubblicato Soldato Mannelli (poesie, Editrice Nuovi Autori, 1981), Lettere a Demofilo (narrativa, con il patrocinio della Provincia di Milano, 1989) e Don Nicola (1994).
Del 2000 è invece l'audiocassetta Per amare, scelta di liriche interpretate da Isabella Cattano Cornalba. Nel 1986 a Montecitorio gli è stato attribuito il premio internazionale La Pleiade per la letteratura e la poesia. Ha tenuto numerose conferenze presso l'Archivio Storico Comunale di Lodi ed è stato responsabile della rubrica Storia di un secolo appena concluso per l'emittente Radio Lodi. Ma è l'evoluzione stilistica raggiunta con Chiamarsi "eravamo" (Montedit, collana Le schegge d’oro – I libri dei premi, 2004) che rende maturo un giudizio complessivo sulla sua poetica, che esibisce una voce sicuramente originale nel panorama della poesia moderna. La poesia di Fausto Pelli si presta infatti a diversi livelli di lettura. Con uno stile autonomo ed originale, Pelli si avvale di costruzioni molto ardite, spesso ai limiti della sintassi, in cui i silenzi hanno la stessa valenza delle parole espresse.
Le liriche, in versi liberi, iniziano in genere con l'ambientamento spazio-temporale, introducendo scene e situazioni della vita quotidiana. L'elemento naturale e quello soprannaturale, quasi sempre celato nella metafora, si intersecano e si sovrappongono dando origine ad un lirismo che, dietro la facciata consolatoria, si fa alto e soave nel contempo. Con andamento interlocutorio, il poeta parla con il proprio doppio o con un "tu" ipotetico che trova ragione ed alimento nella memoria e l'uso del periodo breve ed ellittico conferisce ai versi una sincope ritmica capace di generare concitazione all'interno di un particolare contrappunto verbale, conducendo il lettore attraverso un percorso coinvolgente e solidale.
(07-12-2006)












