07.12.06 Edizione 2006 del Quaderno sulle politiche interculturali

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DEDICATA AL TEMA DEL DIRITTO DI ASILO
L’EDIZIONE 2006 DEL QUADERNO
SULLE POLITICHE INTERCULTURALI:
LUNEDI’ LA PRESENTAZIONE ALLA SALA SAN PAOLO
NEL LODIGIANO 73 PERSONE
CON STATUS DI RIFUGIATO
E 55 CON PERMESSO DI SOGGIORNO
PER MOTIVI UMANITARI

Sarà dedicata al tema del diritto di asilo e all’importante esperienza maturata a Lodi su questo fronte a partire ormai dal 2001 la quarta edizione del Quaderno Interculturale, la pubblicazione annuale sulle problematiche dell’immigrazione e dell’integrazione promossa da Provincia di Lodi, Comune di Lodi, Centro Risorse Intercultura Tangram e Lodi per Mostar Onlus.
Il Quaderno 2006, intitolato Una vita di scorta: per il diritto di asilo in Lodi, verrà presentato in occasione di un incontro pubblico in programma per lunedì 11 dicembre, alle ore 18.00, presso la Sala Civica San Paolo di via Fanfulla: interverranno il Prefetto di Lodi, Francesco De Stefano, il Questore, Giuseppe Poma, Gianfranco Schiamone dell’Ics – Consorzio Italiano di Solidarietà, l’assessore comunale alle politiche sociali Silvana Cesani, l’assessore comunale alla cultura Andrea Ferrari, l’assessore provinciale ai servizi alla persona Mauro Soldati, suor Rosalia De Leonardis della Casa dell’Accoglienza Rosa Gattorno, il dirigente scolastico Salvatore Pignanelli, la classe 5ª A dell’istituto Superiore Maffeo Vegio e alcuni rifugiati beneficiari del progetto Per il diritto di asilo in Lodi.
Per l’occasione sarà disponibile anche il volume L’utopia dell’asilo. Il diritto di asilo in Italia nel 2005, a cura di Ics.
Il progetto Per il diritto di asilo in Lodi, avviato nel 2001, è stato ammesso anche nel 2006, per il sesto anno consecutivo, al riparto delle risorse del Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, con l’assegnazione di uno stanziamento di 115.000 euro del ministero dell’interno, a cui si aggiungeranno 30.000 euro messi direttamente a disposizione dall’amministrazione comunale, che si avvale della collaborazione di alcuni partner: l’associazione Lodi Per Mostar (a cui è affidata la gestione del programma di asilo), l’associazione Progetto Insieme, la Cooperativa Santi Naborre e Felice, la Casa dell’Accoglienza femminile Rosa Gattorno e la Casa dell’Accoglienza maschile Mons. Luigi Savaré. Il programma di asilo prevede l’accoglienza e l’assistenza per un massimo di 16 persone, che vengono segnalate allo Sportello per rifugiati e richiedenti asilo di Lodi dal servizio centrale del ministero degli interni per l’immigrazione e l’asilo, che coordina le attività dei 103 sportelli istituiti presso altrettanti Comuni in tutto il Paese.
Presso lo sportello di Lodi operano a tempo pieno due figure specializzate, che si occupano di avviare gli assistiti alle strutture convenzionate per la soluzione dei problemi abitativi (Progetto Insieme e le case dell’Accoglienza) e per l’inserimento lavorativo (la coop. SS. Naborre e Felice). Attualmente, il progetto del Comune di Lodi prevede l’accoglienza per due nuclei famigliari composti ciascuno da 4 persone (ospitati presso un alloggio messo a disposizione da Progetto Insieme e uno di proprietà comunale) e per 8 singoli individui (5 femmine, ospitate presso la Casa dell’Accoglienza Rosa Gattorno di via Gorini, e 3 maschi, ospitati preso la Casa dell’Accoglienza Mons. Luigi Savaré di via S.Francesco).
<<I 16 rifugiati accolti a Lodi – spiega Laura Coci, di Lodi per Mostar Onlus  – fanno parte dei 2.500 che complessivamente trovano ospitalità in tutta Italia. Per il 2006 il ministero dell’interno ha stanziato in tutto 22 milioni di euro per finanziare il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Il progetto presentato dal Comune di Lodi si è piazzato al 30° posto su 103, il che rappresenta per tutti noi un importante riscontro della validità del modello organizzativo che abbiamo approntato in questi anni, durante i quali sono state in tutto 78 le persone che hanno trovato assistenza e un concreto sostegno all’integrazione>>. <<Il fenomeno dei rifugiati sta assumendo proporzioni sempre più significative – sottolinea l’assessore comunale alle politiche sociali, Silvana Cesani – I conflitti interetnici e le persecuzioni delle minoranze politiche e religiose che colpiscono numerosi Paesi dell’Africa, del Sud America e dell’Asia alimentano un flusso senza sosta di persone che approdano anche in Italia in cerca di scampo. Con questo progetto, che mette in rete le risorse, gli sforzi e le competenze specifiche di numerose realtà istituzionali e del volontariato sociale, ci proponiamo di promuovere una diversa cultura dell’accoglienza, basata sull’integrazione sociale e sulle forme di collaborazione con le diverse realtà esistenti sul territorio>>.
In base ai dati più aggiornati (che risalgono all’agosto 2005), nel Lodigiano sono attualmente presenti 73 persone con status riconosciuto di “rifugiato”, oltre ad altre 55 persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari.
(07-12-2006)