04.12.06 Gli uccelli di Aristofane,alle Vigne un capolavoro di 2500 anni fa

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GLI UCCELLI DI ARISTOFANE,
ALLE VIGNE LA SATIRA SOCIALE
E LA COMICITA’ SURREALE
DI UN CAPOLAVORO DI 2500 ANNI FA
PIU’ MODERNO DELL’ATTUALITA’

Due ateniesi lasciano la loro città tediosa, divorata dalla corruzione e sull’orlo del crollo definitivo, per andare in cerca di un luogo “senza seccature” dove trascorrere in santa pace il resto della vita. Così comincia la commedia Gli Uccelli di Aristofane, che lunedì 11 dicembre verrà rappresentata al Teatro alle Vigne, per il secondo appuntamento della stagione di prosa 2006/2007, nella versione prodotta dalla Fondazione Emilia Romagna Teatro per la Compagnia Lombardi Tiezzi.
Nel mondo degli uccelli i due ateniesi cercano e trovano un grande sogno utopico, una patria dolce e materna, senza leggi né violenza. L’utopia di Aristofane è nostalgica e tutta rivolta a un vagheggiamento del passato, quando Atene poteva davvero essere considerata una città ideale. Attraverso una comicità surreale e lirica, fantastica e liberatoria, Gli Uccelli è un’opera colma di spirito di contestazione.
Nonostante la sua ideologia aristocratica e conservatrice, Aristofane risulta qui “più moderno di ogni moderno” (Pasolini), nel rivendicare la necessità della gioia e della concretezza, dei piaceri del corpo (dal cibo al godimento della natura).
E’ il grande sogno della creazione di una società libera e felice, dove gli uomini, riconquistato il rapporto con la natura, possano vivere nel migliore dei mondi possibili. Intrisa di comicità e sarcasmo, questa commedia dissacra tutti i miti di allora come di oggi; e mentre ridiamo di cuore pensiamo alla verità dei suoi significati.
Ma cos’è e dove si trova il regno di Utopia? E’ forse il palcoscenico, dove sono possibili, nello stesso momento, la realtà e il sogno? Assistiamo così, nello spettacolo, alla presa di possesso, da parte di Pisetero ed Evelpide, di quello spazio (scenico) nel quale, nel corso dei secoli, si sono raccontate le vicende, le speranze e i mutamenti del cuore degli uomini; dove si è rappresentato e discusso il cambiamento, la ribellione, l’utopia di mondi migliori, l’idea stessa di libertà. Ma nel racconto di Aristofane il regno di Utopia si riconverte a poco a poco nel mondo che conosciamo, con le sue strutture e le sue figure: poetastri e politicanti da strapazzo, lenoni e parricidi, dèi e uomini vengono a bussare alla porta del “neo-regista” Pisetero, chiedendogli, con insistenza, di inventare leggi ad personam, a scapito della ideale Costituzione ornitologica. In questo Teatro del Mondo tutti gli stili teatrali concorrono alla rappresentazione: è il teatro con i suoi infiniti umori e linguaggi a rappresentarsi. E come tutti i grandi capolavori, Gli Uccelli ha ispirato poeti e drammaturghi tra i più diversi. Di questi, Federico Tiezzi è interessato in particolare a Bertolt Brecht e a Pier Paolo Pasolini. Al primo Gli Uccelli potrebbe aver ispirato la stessa idea di “dramma didattico” e dimostrativo. Il secondo ne è stato evidentemente guidato per il film Uccellacci e uccellini. Ma la lettura di Tiezzi non intende fermarsi a questi due filtri novecenteschi, puntando anche all’idea di “città ideale” che percorre, come un’esigenza ricorrente nei secoli, il Rinascimento toscano come le utopie di grandi filosofi (da Kant a Hegel) fino agli utopisti dell’Ottocento. Senza mai dimenticare la leggerezza tutta mozartiana di una commedia scritta circa 2500 anni fa e che è fresca come una rosa appena sbocciata.

Riuniti sotto il nome Il Carrozzone, Federico Tiezzi, Sandro Lombardi e Marion D'Amburgo debuttano nel 1972 con La donna stanca incontra il sole, spettacolo di forte matrice figurativa. I successivi Presagi del vampiro (1977) e Vedute di Porto Said (1978), coniugano lo studio sullo spazio a una serrata analisi del linguaggio espressivo.
L'affermazione a livello europeo è segnata da due lavori sul finire degli anni '70: Punto di rottura e Crollo Nervoso, a cui vanno due Premi Ubu per il teatro di ricerca.
Gli anni '80 sono segnati dall'elaborazione del teatro di poesia, inizialmente con una trilogia dello stesso Tiezzi (Perdita di memoria) presentata alla Biennale veneziana del 1985. Segue una ricognizione su alcune figure chiave dell'altro teatro del Novecento, a cominciare dall'amatissimo Beckett: Come è debutta, con drammaturgia di Franco Quadri, nel 1987. Dopo Beckett, ecco Heiner Müller, di cui nel 1988 Tiezzi mette in scena Hamletmaschine e Medeamaterial. Con la collaborazione drammaturgica di Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici, la messa in scena delle tre cantiche della Commedia dantesca sigla l'approdo definitivo a un teatro di poesia, inteso come globalità di drammaturgia in versi e di scrittura scenica. La forte componente visiva degli esordi rispunta in Adelchi di Alessandro Manzoni (1992), Finale di partita di Samuel Beckett (1992), Edipus di Giovanni Testori (1994, Premio Ubu per la migliore regia e interpretazione) e Porcile di Pier Paolo Pasolini (1994), Felicità turbate di Mario Luzi (andato in scena al Maggio Musicale Fiorentino del 1995 con musiche originali di Giacomo Manzoni). Un felice ritorno a Testori è segnato da Cleopatràs (1996, terzo Premio Ubu per la migliore interpretazione assegnato a Lombardi) e Due lai (1998).
Nel 1997 è la volta di Brecht, con Nella giungla delle città, cui fa seguito L'assoluto naturale di Goffredo Parise (1998). Nel 1999 la Compagnia debutta alla Biennale di Venezia con Zio Vanja di Anton Cechov, rappresentato in Italia per due stagioni teatrali consecutive. Nell'estate 2000 ha presentato al Festival di Santarcangelo L'apparenza inganna di Thomas Bernhard e al Festival Inequilibrio di Castiglioncello il recital Dante - Inferno, interpretato da David Riondino e Sandro Lombardi.
Nel maggio del 2001 il cambio di denominazione in Compagnia Lombardi-Tiezzi.
Il lavoro su Giovanni Testori viene documentato anche da RaiRadio3, con un cofanetto contenente le registrazioni dei due spettacoli precedenti.

Sandro Lombardi

La vicenda d'attore di Sandro Lombardi s'identifica con la storia della compagnia da lui fondata, insieme a Federico Tiezzi e Marion D'Amburgo, all'inizio degli anni ‘70 a Firenze. Denominata dapprima Il Carrozzone, successivamente I Magazzini e ora Compagnia Lombardi-Tiezzi, ha segnato un momento significativo nell'evoluzione del Nuovo Teatro Italiano, distinguendosi per la continuità di un lavoro di ricerca e innovazione.
Momenti fondamentali del percorso iniziale di Sandro Lombardi sono gli anni del teatro-immagine, l'esperienza del Teatro Analitico-Patologico-Esistenziale e quella del Teatro Metropolitano. Lombardi si è quindi concentrato sulla drammaturgia di Giovanni Testori, rivoluzionandone, sotto la direzione di Tizzi, l'immagine tradizionale di autore viscerale e sanguigno, per proporne un'interpretazione comica e raffinata, malinconica e violenta.
Ricorrenti sono le sue incursioni nel campo della musica, sin dal lontano Cactus (1974) per l'Autunno Musicale a Como, su musica di Azio Corghi. Ha successivamente lavorato con Giancarlo Cardini, Jon Hassell, Salvatore Sciarrino (al Ravenna Festival del 1993), Ed Spanjard, Giacomo Manzoni (Maggio Musicale Fiorentino del 1997), Arturo Tamayo, Riccardo Muti (Teatro alla Scala, 1997), Francesco Pennisi (Festival Monteverdiano di Cremona 2000 e Maggio Musicale Fiorentino 2001), Giorgio Battistelli (per Opera sull'acqua di Erri De Luca, di cui ha curato anche la regia, 2002).
Nel 2000 è stato protagonista del film di Paolo Rosa Il mnemonista.
Per la radio ha curato La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda (2001) ed è stato autore, regista e interprete de Il circo dei sogni (2002).

Federico Tiezzi

Regista, drammaturgo e attore, è nato a Lucignano, tra Arezzo e Siena; vive a Firenze, dove dirige la Compagnia Lombardi-Tiezzi. Nel 1977 si laurea in storia dell'arte con Roberto Salvini. Si segnala, fin dalle sue prime prove sceniche tra gli esponenti di punta della neoavanguardia italiana. Nei suoi primi spettacoli è evidente il continuo formarsi del suo linguaggio teatrale a contatto delle arti visive. Numerosi gli artisti con i quali collabora in questo pediodo: da Mario Schifano a Alighiero Boetti a Alessandro Mendini. Successivamente affronta una ricerca sul linguaggio drammaturgico da cui scaturiscono spettacoli dichiaratamente aperti a uno sguardo sulla contemporaneità e che segnano, tra 1978 e 1982, l'affermazione della sua compagnia a livello europeo.
Si dedica in seguito a una forma di teatro di poesia volta a coniugare drammaturgia in versi e scrittura scenica; questa fase di lavoro lo conduce all'attuale ricerca di equilibrio tra incursioni nei classici (Shakespeare, Cechov) e continuità d'interessi sulla drammaturgia contemporanea, italiana (Luzi, Parise, Pasolini, Testori) e straniera (Beckett, Bernhard, Brecht, Müller). Numerosi i riconoscimenti tra i quali i Premi Ubu ai suoi spettacoli e alle
sue regie. Le collaborazioni musicali iniziano nel 1976 con Anzio Corghi e proseguono negli anni successivi con Brian Eno, Giancarlo Cardini, Jon Hussel, Salvatore Sciarrino, Giacomo Manzoni, Francesco Pennisi. Esordisce nella regia lirica nel 1991 con Norma, cui fanno seguito, tra l'altro, La Traviata, Il barbiere di Siviglia (1993), Carmen (1995), Les vêpres siciliennes (1996), Madama Butterfly (1997), Didone ed Enea (2000), La Sonnambula (2000), Il Trovatore (2001), La clemenza di Tito (2003). Si considera un allievo di Edward Gordon Craig.
(04-12-2006)


Teatro alle Vigne
Stagione di prosa 2006/2007
Gli uccelli di Aristofane
Lunedì 11 dicembre 2006, ore 21.00
Dramma didattico nella traduzione di Dario Del Corno
Drammaturgia di Sandro Lombardi; regia di Federico Tiezzi
con, in ordine di entrata: Pisetero Sandro Lombardi;
Evelpide Alessandro Schiavo; Upupa Massimo Verdastro;
Corifeo Silvio Castiglioni; Coro Leonardo Captano, Marion D’Amburgo, Clara Galante, Ciro Masella, Marta Richeldi; musicista Aleksandar Karlic
Scene di Pier Paolo Bisleri; costumi di Giovanna Buzzi; luci di Gianni Pollini
Produzione: Compagnia Lombardi Tiezzi, Emilia Romagna Teatro Fondazione
Biglietti: € 21,00 intero; € 17,00 ridotto (fino a 26 anni e oltre 65 anni)
Prevendita: via Cavour 66, telefono 0371/425862-3, fax 0371/549104,
Email biglietteria@teatroallevigne.net
Orari della biglietteria: lunedì, martedì, giovedì e venerdì 15.00-18.00; mercoledì 16.00-19.00; terzo sabato di ogni mese 09.30-12.30