24.10.06 Ristrutturazione del bar Tacchinardi,proroga della sospensione della licenza al 30 novembre

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LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
DEL BAR TACCHINARDI,
CONCESSA UNA PROROGA
DELLA SOSPENSIONE DELLA LICENZA
FINO AL 30 NOVEMBRE

Una proroga, non rinnovabile, sino al 30 novembre, termine perentorio entro il quale dovranno essere riavviati i lavori di ristrutturazione del bar Tacchinardi, pena l’annullamento della licenza per l’esercizio dell’attività commerciale.
La decisione è stata assunta dall’amministrazione comunale, che a oltre un anno dalla chiusura dello storico locale di piazza della Vittoria ha concesso ai titolari un ulteriore margine di tempo per provvedere a realizzare gli annunciati interventi di riqualificazione.
<<La sospensione della licenza - ricorda il sindaco, Lorenzo Guerini – “congela” l’autorizzazione all’esercizio, che altrimenti dopo un anno di inattività dovrebbe essere revocata. La prima sospensione concessa per il Tacchinardi è scaduta l’1 settembre, senza che la situazione si sia sbloccata. Dopo un incontro con i titolari, che hanno motivato la mancata conclusione dei lavori con una serie di problemi tecnici e organizzativi, ci è parso opportuno prorogare il provvedimento, per scongiurare il rischio, altrimenti concreto, che la revoca della licenza comporti quale conseguenza irrimediabile la perdita di un patrimonio di storia, tradizione e costume locale a cui tutti i lodigiani sono profondamente affezionati>>.
Dopo aver ottenuto nel luglio 2005 il benestare della Soprintendenza, i titolari del locale avevano avviato l’intervento di ristrutturazione con una Dichiarazione di inizio attività datata 2 agosto dello stesso anno. Da allora, il Comune ha più volte chiesto riscontro sullo stato di avanzamento dei lavori, constatando infine all’inizio di settembre che l’operazione era lungi dal concludersi.
<<La legge – spiega l’assessore alle attività produttive, Roberto Getilli – consente di prorogare la sospensione nel caso sia verificato un “incolpevole ritardo” nell’esecuzione delle opere di sistemazione. L’amministrazione intende garantire con ogni mezzo la sopravvivenza del Tacchinardi, il cui destino tuttavia è nelle mani dei titolari. Ci auguriamo che i problemi che hanno sin qui impedito l’esecuzione dei lavori vengano rimossi e che tutti comprendano l’importanza di tutelare un luogo e un nome così cari alla città>>. Quanto alla proposta di dichiarare il Tacchinardi “patrimonio storico”, recentemente formulata dai promotori di una raccolta di firme, l’amministrazione comunale chiarisce che nell’ordinamento normativo in materia di commercio non esistono disposizioni di tale genere: <<Anche la qualifica di “negozio storico” attribuita dalla Regione – precisa l’assessore Getilli – rappresenta un riconoscimento di prestigio, ma non costituisce un vincolo di tutela: al più, assegna agli esercizi un punteggio aggiuntivo nella formazione delle graduatorie per l’accesso a finanziamenti e contributi regionali. Per altro, in occasione dell’ultimo bando regionale il Comune aveva contattato, tra gli altri esercizi che ne possedevano i requisiti, anche il Tacchinardi, per proporne la candidatura, ma i titolari non si erano dimostrati interessati ad avviare le necessarie pratiche>>.
(24-10-2006)