24.10.06 Scrivere al femminile a Risvolto di Copertina

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SCRIVERE AL FEMMINILE,
A RISVOLTO DI COPERTINA
CONVERSAZIONE CON GIULIA NICCOLAI
E ROSARIA LO RUSSO

La prima, è l’unica donna che la storia letteraria colleghi ufficialmente alle esperienze del Gruppo ’63. La seconda, è una delle figure più versatili della letteratura contemporanea italiana al femminile: poetessa, traduttrice, saggista, lettrice-performer, attrice e insegnante di poesia. Sono Giulia Niccolai e Rosaria Lo Russo, protagoniste del quarto appuntamento dell’edizione autunno/inverno 2006 di Risvolto di copertina, il ciclo di incontri con gli autori promosso dalla Biblioteca Comunale Laudense in collaborazione con le librerie della città, in programma giovedì 26 ottobre alle ore 21.00 presso la Sala Civica San Paolo di via Fanfulla.

Giulia Niccolai

Nata a Milano nel 1934 da madre americana e padre italiano, è sempre stata una poetessa bilingue. Non si sa molto della sua gioventù, ma sappiamo che ha vissuto sia in America che in Italia e che ha iniziato la sua carriera come fotografa e giornalista.
Durante tutta la sua vita ha viaggiato molto e nonostante la sua educazione apolide nel 1966 ha pubblicato il suo primo romanzo in italiano: Il grande angolo (Feltrinelli).
Avvicinatasi alle tendenze del Gruppo ’63, è stata anche segretaria di redazione della rivista Quindici. Nel 1967 Adriano e Maurizio Spatola fondano le Edizioni Geiger, che prendono il nome dalla prima antologia sperimentale pubblicata in quell'anno e registrata a Torino nel marzo 1968 a nome di Maurizio Spatola. Nel marzo del 1971 Giulia, insieme ad Adriano Spatola, avviò e diresse la rivista di poesie Tam Tam, che nacque come filiazione della casa editrice Edizioni Geiger. Lei e Adriano divennero compagni di vita e di lavoro, risiedendo insieme nella campagna parmense, a Mulino di Bazzano.
A questo periodo appartiene, tra le altre produzioni, il libro Poema & Oggetto (1974), un esempio di poesia concreta e visiva. La prolifica collaborazione inaugurata dai due fu interrotta dalla loro separazione nel 1980.
Negli Anni '70 e '80 Giulia Niccolai continuò a pubblicare poesie ed a partecipare a molti incontri culturali internazionali, traducendo diverse opere dall'inglese in italiano, soprattutto i lavori della scrittrice Gertrude Stein, con il cui stile la Niccolai ha molte affinità. A partire dalla metà degli Anni '80 la poetessa ha iniziato ad esplorare l'Oriente, andando spesso in Giappone ed avvicinandosi allo spiritualismo, diventando nel 1990 monaca buddista. Tra le sue opere si ricordano Humpty Dumpty (Geiger,1969), Greenwich (Geiger, 1971), Russky salad ballads & webster poems (Geiger, 1977), Harry’s Bar e altre poesie. 1969-1980 (Feltrinelli, 1981), Frisbees in facoltà (El Bagatt, 1984) Frisbees - poesie da lanciare (Campanotto, 1994), Esoterico Biliardo (Campanotto, 1995).
La ricerca di Giulia Niccolai sfrutta le risorse dell’invenzione linguistica, del gioco di parole, del "non-sense", dell’immaginazione surreale. Nella sua fase più recente, ha dato vita a un nuovo genere di scrittura, il "frisbee" che, come il disco in uso sulle spiagge, consiste nel "lancio" immediato di uno spunto, di una associazione, di una battuta sorprendente.
I Frisbees sono scritti con l’andare a capo del verso, ma il loro andamento non è legato a misure o ritmi prefissati: piuttosto hanno qualcosa dell’appunto preso nell’immediata vicinanza dell’evento (perché si tratta di invenzioni "della realtà", più ancora che dell’autrice); oppure del frammento che raccoglie una scheggia di "illuminazione" quotidiana. Milli Graffi, nel saggio L’analogia come urgenza in Giulia Niccolai, collega l’originalità della sua scrittura alla sua <<lievità e umorismo … Spesso l’intelligenza di un evento esplode quando Niccolai ci trova il laccio o il lazzo di una risata. Il lavoro arguto aiuta a stabilire una distanza dal materiale scabroso, toglie all’Io una buona dose di presunzione senza destabilizzarlo, compie il processo di “liberazione”, mettendo in rilievo i nessi inconfessabili (e, direi, anche di una ilarità illogica)…>>. Marco Belpoliti ha definito Esoterico biliardo <<un’inconsueta autobiografia … che racconta, quasi senza volerlo, l’altra storia della neoavanguardia>>: eventi, memorie, incontri e meditazioni che si intrecciano, si illuminano a vicenda in un arabesco che spazia tra realtà e ricreazione mimetica, ricostruendo l’atmosfera dell’ambiente letterario romano ed emiliano degli anni ’60 e ’70, evocato come il gioco delle geometrie e delle causalità di un biliardo umano.

Rosaria Lo Russo

Nata a Firenze, dove tuttora vive, si è laureata in Lettere Moderne discutendo una tesi di Storia dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze, dal titolo La protagonista di Pirandello. Miti, personaggi e ruoli, vincitrice nel 1992 del Premio Nazionale Luigi Pirandello del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani di Agrigento.
Si occupa di poesia e di teatro e dei rapporti fra le due arti, di drammaturgia, letteratura teatrale e letteratura comparata moderne e contemporanee.
Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: L'estro (Cesati, 1987), Vrusciamundo (I Quaderni del Battello Ebbro, 1994), Sanfredianina (in Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano, Crocetti, 1996), Comedia (Bompiani, 1998), Dimenticamiti Musa a me stessa (Edizioni Canopo, 1999), Melologhi (Emilio Mazzoli, 2001, vincitore del Premio Antonio Delfini), Penelope (Edizioni d’if, 2003), Lo Dittatore Amore. Melologhi (Effigie, 2004).
Il monologo drammatico in prosa poetica Sequenza orante implorazione derelizione derelizione implorazione  (Gazebo, 1995) è stato recitato in prima assoluta da Piera Degli Esposti al Teatro Studio di Scandicci. Sue poesie, traduzioni (da John Donne, Sylvia Plath e Anne Sexton) e saggi critici sono apparsi su Semicerchio. Rivista di poesia comparata, Testo a fronte, L'Area di Broca, Poesia e in varie antologie.
Ha curato tre volumi di traduzioni di poesie di Anne Sexton, Poesie d'amore (Le Lettere, 1996), L'estrosa abbondanza (Crocetti, 1997), Poesie su Dio (Le Lettere, 2003) e la traduzione delle poesie di Erica Jong, Miele e sangue (Bompiani, 2001).
Il suo volume di poesia Lo Dittatore Amore. Melologhi ha vinto il Premio L’Aquila-Carispaq 2005. Dal 1990 al 1998 è stata redattrice della rivista Semicerchio. Rivista di poesia comparata, fondata e diretta da Francesco Stella, e membro dell'Associazione Culturale Cenobio Fiorentino, che ha svolto un'intensa attività di organizzazione di convegni e seminari pubblici, il principale dei quali è stato il Corso di poesia (valido come corso di aggiornamento per insegnanti e seguito da iscritti provenienti da tutta Italia), che dal 1988 al 1996 si è svolto ogni anno a Firenze. Hanno partecipato ai seminari del Corso di Poesia in qualità di insegnanti, tra gli altri, Mario Luzi, Umberto Carpi, Ivano Fossati, Josif Brodskij, Edoardo Sanguineti, Giorgio Celli.
All'interno del Corso, Rosaria Lo Russo ha regolarmente tenuto lezioni e seminari pratici di teoria e tecnica della lettura poetica. Ha incrementato tale attività didattica tenendo corsi di lettura di poesia ad alta voce anche presso l'Università di Parma, all'interno del seminario di Filologia Italiana del professor Paolo Briganti e presso la Biblioteca Comunale di Quarrata. Da molti anni si occupa di teoria e pratica della lettura poetica ad alta voce, intesa come trasposizione vocale del testo, tenendo seminari e conferenze presso vari istituti, fra cui università, licei e scuole medie inferiori, per il workshop annuale Griseldascritture (Certaldo, Firenze), organizzato da Sandra Landi, per il quale ha curato il laboratorio di poesia. Tiene regolarmente laboratori di poesia presso l’Associazione Culturale Il Giardino dei Ciliegi a Firenze. Dal 2004 tiene lezioni di poesia per il Master L’arte di scrivere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena, coordinato dal professor Romano Luperini. Come performer e attrice ha partecipato a varie rassegne e letture pubbliche e come lettrice di poesia ha partecipato a vari incontri dedicati alla poesia medioevale e contemporanea. Partecipa regolarmente ai principali festival, rassegne e convegni di poesia nazionali ed internazionali.
Ha partecipato all'edizione 1997 di Ricercare. Laboratorio di nuove scritture che si è svolta presso il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia. Come lettrice e performer di testi da lei scritti o come interprete della poesia contemporanea e non, ha collaborato, fra gli altri, con Piera degli Esposti, Iosif Brodskij, Mario Luzi, Giorgio Caproni, Nanni Balestrini, Friederike Mayröcker, Erica Jong, e ai programmi culturali della Rai.
Per Raisat 1 ha interpretato come voce recitante un'antologia di poesie americane del ‘900 da lei selezionate, La poesia del mito americano, all'interno di un documentario sul mito americano, per la regia di Francesca Pinto. Ha partecipato come rubrichista fissa (con la rubrica, Dire la poesia, sulla lettura ad alta voce dei testi in versi) alla trasmissione televisiva L'ombelico del mondo, ideata e diretta da Nanni Balestrini, Lello Voce e Sergio Spina, con la regia di Franza Di Rosa, per RAI 3 Educational.
Ha curato per Rai Radio 3 Suite, Storyville, a cura di A. Bottini, Vita di Janis Joplin.
Nel 2004 con Penelope. Tragicommedia lirica in un atto (musica: Patrizia Montanaro) ha vinto la terza edizione del palio poetico-musicale Ermo colle.
Con l’attore-musicista Daniele Trambusti ha realizzato la performance poetico-musicale Fabulosae, quattro brevi monologhi in versi su altrettante eroine del mito e della fiaba. Attualmente ha intensificato l’attività teatrale collaborando con Daniele Trambusti e Chiara Riondino ad una rilettura scenico-musicale delle poesie giovanili di Brecht e con Gianna Grazzini e Andrea Allulli alla realizzazione dei melologhi, forma poetico-musicale su cui da vari anni si concentra la sua attività artistica di scrittrice-performer.
Nel 2006 ha realizzato un documentario sulla vita e l’opera di Amelia Rosselli, come autrice del testo-guida e interprete della poesia rosselliana, e la performance per voce recitante e pianoforte (pianista Andrea Allulli) La libellula. Panegirico della libertà, omaggio ad Amelia Rosselli nel decimo anniversario della morte della poetessa, che ha avuto numerose repliche presso sedi universitarie in Italia e all’estero.
(24-10-2006)