24.10.06 La Carmen rivisitata di Luciana Savignano apre la stagione 2006/2007 del Teatro alle Vigne

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LA CARMEN RIVISITATA
DI LUCIANA SAVIGNANO
APRE LA STAGIONE 2006/2007
DEL TEATRO ALLE VIGNE

Il suo nome … Carmen. Ma Carmen non è, si potrebbe dire. Almeno, non è la Carmen celebrata dalla  famosa opera di Bizet. Attraverso la drammaturgia composta da Gaetano Sansone, il racconto della celebre storia d’amore e morte scorre dentro una orchestrazione di scene che raccontano più che la storia, i sentimenti, gli sconvolgimenti, le passioni dei due protagonisti, Carmen e Josè, proponendo una nuova immagine degli stessi: lei, magica, misteriosa, arcana, tanto da essere a volte immateriale, quasi astratta ed insinuante nella sua sensualità; lui, pazzo d’amore e ossessionato dal gesto compiuto, lotta contro l’impossibilità di possederla, nel tentativo di non tradire la propria storia di nobile e la fierezza dell’hidalgo in sella al suo cavallo.
La Carmen immaginata e interpretata da Luciana Svignano, protagonista dello spettacolo di apertura della stagione 2006/2007 del Teatro alle Vigne, è un'opera di danza e teatro, pervasa da linguaggi trasversali, concentrata sulla verticalità del dramma (non a caso L'ultimo nastro di Krapp di Beckett è stato stimolo alla composizione).
Con questa novità assoluta, l'Associazione Pier Lombardo Danza continua la sua attività, imperniata sulla riscrittura dei grandi testi e, quindi, sul rapporto tra danza e drammaturgia, in un lavoro ideato appositamente per Luciana Savignano, già protagonista de La Lupa, Jules e Jim, Tango di luna, Saga della primavera.
Questo nuovo spettacolo è stato affidato per la drammaturgia a Gaetano Sansone, autore del quale Andrée Ruth Shammah aveva realizzato due novità: Bosco di notte e La locanda di Norma Maccanna. Così, Carmen ritorna. Solo nella narrazione dei fatti Carmen viene uccisa, ma è proprio la morte a riconsegnare certi personaggi ad una vita eterna, li porta a diventare archetipi, ad attraversare il tempo, lo spazio, il pensiero.
Carmen, ovvero l'impulso che scaturisce dalla forza caotica della vita per la difesa della libertà, dei sentimenti e per l'accettazione della morte come destino.
Questa Carmen che riemerge dal luogo in cui l'anima, dopo la morte, resta in attesa di una destinazione finale. Sospesa, impigliata tra le parole, gli oggetti, i suoni, i ricordi dell'uomo che l'ha amata ed uccisa, Josè. Josè, l'uomo basco, apre la propria anima a Dio e attende trepidante <<un giudizio, una sentenza, una doppia morte>>, in una lacerante riflessione su colui che è sopravvissuto ai propri ricordi. Mentre la passione di Carmen è espressa attraverso una gestualità virtuosa, quella di Josè si affida alla parola e al respiro dell’attore che lo interpreta. I due si sfiorano ancora attraverso la vivificazione del ricordo, durante una confessione e un dialogo con Dio, attraverso un cambio repentino di climi ed atmosfere, per ritrovarsi finalmente assieme, per sempre, nell’eternità.
Per esprimere questa nuova versione di Carmen, Susanna Beltrami ha scelto un linguaggio estetico e poetico trasversale, utilizzando il corpo e la danza con fisicità e forza simbolica, il testo come voce dell’anima e come musica, la musica, di autori vari, come pensiero e sottotesto, ovvero ciò che la parola, da sola, non è in grado di dire; là dove la danza, la parola, la musica, gli elementi scenici e i costumi puntano alla necessità di arrivare dritti al cuore e al centro delle emozioni, proprio là, si apre una riflessione sulla qualità  principale di questo stile teatrale: l’incontro tra la grande eredità della tradizione e l’energia ed il coraggio dell’innovazione e della ricerca. Per questo motivo è nata questa Carmen, che trova nella grande arte di Luciana Savignano la leggerezza, la libertà, il coraggio e la sfida artistica e nella Compagnia Pier Lombardo Danza un gruppo di artisti solidi e capaci di alta qualità performativa.

Luciana Savignano nasce a Milano nel 1943 e si forma presso la scuola di Ballo della Scala di Milano, nella quale si diploma dopo un periodo di perfezionamento al teatro Bolscioi di Mosca. Nel 1968 alla Scala con il ruolo di solista viene prescelta da Mario Pistoni per Mandarino Meraviglioso, balletto su musica di Bela Bartok  con il quale ha la prima grande affermazione. Nel 1972 è prima ballerina alla Scala (dove nel 1975 diventa étoile) ed in questo periodo viene notata da Maurice Bejart, che la invita nella Compagnie du XX siècle dove interpreta la Nona Sinfonia. Bejart crea per lei e per Jorge Donn Ce que l'amour me dit ma è soprattutto con il Bolero che il connubio tra il coreografo e la ballerina tocca i vertici più alti, al punto che Béjart definisce la Savignano come l’interprete ideale del Bolero: <<Sinceramente non ricordo quante volte l'ho danzato - sottolinea la Savignano - ma è come se ogni volta la mia anima si rinnovasse donandosi attraverso il corpo, in un messaggio in continua mutazione che sussurra, cresce in un grido e tace con la musica. Le mie mani, le mie braccia sono come delle ali di fuoco che esprimono la necessità fisica di comunicare. Io sono una sacerdotessa che compie un rito; per me Bolero è come una preghiera>>. Béjart, che della Savignano amava il temperamento enigmatico e la particolare plasticità, le “affida” anche l’interpretazione di altre sue significative coreografie: Leda e il Cigno, Duo, Romeo e Giuletta, l’assolo La Luna da Heliogabalo, Bhakti, nonché La Voce, creata appositamente per lei nel 1994, tratta da la Voix Humaine di Jean Cocteau. Nel corso della sua straordinaria carriera Luciana Savignano ha inoltre collaborato con coreografi come Paolo Bortoluzzi e Jorge Donn, Louis Falco, J. Butler, Roland Petit, Amedeo Amodio, Birgit Cullbert, H.Haley, Uwe Schulz, J. Russillo, D. Foreman, Glen Tetley, Robert North. Nel 1994 inizia una stretta collaborazione con Micha Van Hoecke da cui nascono A la memoire, Carmina Burana, L'oiseau de mon dernier amour, Orfeo. Luciana Savignano ha danzato nei teatri più importanti di tutto il mondo, a Mosca, New York, Chicago, Cuba. La danza è stata ed è il suo mondo, come lei stessa ha dichiarato: <<Io ho bisogno di limpidezza, e, mio malgrado, raramente ne trovo. Questo a volte mi porterebbe a nascondermi, a ripararmi, ma poi entro in palcoscenico e respiro uno "stato di grazia" nel quale la mia persona riesce a venir fuori>>.
(24-10-2006)

Associazione Pier Lombardo Danza
Teatro Franco Parenti
IL SUO NOME…CARMEN
Teatro alle Vigne, Lodi
Sabato 28 ottobre
con Luciana Savignano
di Susanna Beltrami
drammaturgia di Gaetano Sansone
con Daniele Ornatelli
Matteo Bittante, Salvatore Tarascio, Elvis Leksani, Luca Zangheri
musiche di G. Bregovic, S. Colasanti, T. Blanchard, G. Faurè
scene e costumi di Barbara Petrecca
luci di Marcello Mazzetti

Biglietti € 21,00 intero, € 17,00 ridotto (fino a 26 anni e oltre 65 anni)
Via Cavour 66, Lodi: lunedì, martedì, giovedì e venerdì 15.00-18.00; mercoledì 16.00-19.00. Telefono 0371/425862-3, fax 0371/549104, Email biglietteria@teatroallevigne.net