18.10.06 Il Comune aderisce al piano d'azione della Regione contro l'inquinamento

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IL COMUNE ADERISCE AL PIANO D’AZIONE
DELLA REGIONE CONTRO L’INQUINAMENTO:
DALL’1 NOVEMBRE AL 31 MARZO
LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE
DEI VEICOLI NON CATALIZZATI
NEL 2006 SUPERATA PER 103 VOLTE
LA SOGLIA DI CONCENTRAZIONE DEL PM10
(117 NELLO STESSO PERIODO DEL 2005)

Anche per la stagione autunno/inverno 2006/2007 il Comune di Lodi aderirà al Piano d’Azione Regionale contro l’inquinamento atmosferico.
La decisione è stata assunta oggi dalla giunta municipale, su proposta dell’assessore all’ambiente Simone Uggetti, con l’approvazione di una delibera di recepimento delle misure contenute nel Piano predisposto dalla Regione Lombardia.
<<Tali misure - ricorda l’assessore Uggetti – si applicano automaticamente nei Comuni inseriti nelle cosiddette “aree critiche”, mentre ai Comuni capoluogo di Provincia è data facoltà di aderire su base volontaria, cosa che noi abbiamo scelto di fare, così come l’anno scorso, in attesa che la Regione traduca in provvedimenti concreti l’impegno assunto con il coordinamento dei capoluoghi delle Province della bassa Lombardia di estendere anche a questa fascia territoriale i confini dell’area critica>>.
La misura più significativa prevista dal Piano d’Azione è il blocco programmato dei veicoli più inquinanti: auto a benzina e diesel non catalizzate e ciclomotori a 2 tempi non omologati ai sensi della direttiva CEE 97/24. Il blocco (da cui sono esclusi i veicoli adibiti a servizio pubblico) sarà in vigore dall’1 novembre 2006 al 31 marzo 2007, dal lunedì al venerdì (escluse festività infrasettimanali) nelle fasce orarie 08.00-12.00 e 16.00-20.00.
Il Piano d’azione dispone inoltre una giornata (ancora da fissare in calendario) di blocco totale del traffico dalle 08.00 alle 20.00, con esclusione dal fermo di autoveicoli elettrici, ibridi e bimodali, metano e gpl conformi alla direttiva CEE 91/441, diesel muniti dispositivo antiparticolato omologato, veicoli a benzina di classe Euro 4.
Ulteriori misure riguardano la limitazione dell’utilizzo di biomasse legnose per il riscaldamento domestico con camini e stufe (secondo modalità da stabilire con delibera della giunta regionale e comunque escludendo i Comuni con altitudine superiore a 300 metri sul livello del mare), l’obbligo di spegnimento dei motori degli autobus in stazionamento ai capolinea e dei veicoli adibiti a trasporto merci in fase di carico e scarico, il divieto di combustioni all’aperto in ambito agricolo e di cantiere, il divieto di climatizzazione di cantine, box, garage, ripostigli, scale di collegamento delle abitazioni con cantine, box e garage. Non hanno invece carattere prescrittivi, bensì di semplice raccomandazione, alcune indicazioni sul riscaldamento domestico e negli uffici (temperature non superiori a 20 gradi centigradi, ridotti a 18 nelle camere da letto, con attenzione al rispetto degli orari di accensione degli impianti) e sulle condotte di guida (limite di 40 chilometri orari in ambito urbano e di 90 in ambito extraurbano e autostradale, partenza dei veicoli all’accensione del motore, senza riscaldamento da fermo). Il Piano d’Azione non esclude infine altre giornate di fermo totale del traffico <<ai fini della tutela della salute, al verificarsi di perduranti condizioni meteorologiche di alta pressione, con previsione di mantenimento delle stesse, in assenza di precipitazioni rilevanti e con scarsa ventilazione, tali da favorire l’accumulo degli inquinanti>>.
Nel corso del 2005, il limite della soglia di attenzione per la concentrazione in atmosfera del Pm10 (le cosiddette “polveri fini”), stabilito in 50 microgrammi per metro cubo d’aria, è stato superato a Lodi in 175 giornate. Nel 2006, sino a martedì 17 ottobre il conteggio è arrivato a quota 103, rispetto ai 117 registrati nell’analogo periodo dell’anno precedente, per una diminuzione di circa il 12 per cento, che tuttavia non è possibile attribuire a uno specifico fattore (alterazioni climatiche, dinamiche del traffico veicolare o altro).
(18-10-2006)