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17.07.06 Un angolo di India in piazza San lorenzo per Lodi al sole
UN ANGOLO DI INDIA IN PIAZZA SAN LORENZO
A LODI JOHN KALAMANDALAM,
IL PIU’ CELEBRE INTERPRETE
DEL TEATR0-DANZA KATHAKALI
L’India a Lodi. Mercoledì 19 luglio, piazza San Lorenzo si trasformerà in un angolo di Kerala, la regione indiana in cui nel XVII secolo iniziò a svilupparsi il Kathakali (letteralmente “narrare storie”), una affascinante forma di teatro danza, di cui John Kalamandalam (l’artista che si esibirà a Lodi, in compagnia della moglie Mary John) rappresenta il più grande interprete contemporaneo.
Lo spettacolo (organizzato nell’ambito della rassegna Lodi al Sole, per la sezione Cultura in San Lorenzo, con la collaborazione del Gruppo Storie di Teatro) sarà anticipato dai suggestivi e complessi preparativi del maquillage e della vestizione degli artisti, operazioni che si svolgeranno alla presenza del pubblico a partire dalle ore 20.00.
Nello spettacolo saranno raccontate, sotto forma di danza, le storie del Mahabharata, il grande poema epico indiano. Francesco Suardi, allievo del maestro Kalamandalam, introdurrà le performance di danza, permettendo agli spettatori di cogliere il filo della storia. Il premio nobel per la letteratura Rabhindranat Tagore scrivendo del Kathakali lo definì il “teatro totale”: più completo e rappresentativo nel panorama delle sette danze classiche indiane, il Kathakali è molto apprezzato anche fuori dai confini dell’India e spesso viene utilizzato come forma di training dagli attori del teatro occidentale, per la rigorosa preparazione alla quale gli attori/danzatori devono sottoporsi, per la perfezione dei linguaggi stilizzati che ne compongono la tecnica di recitazione danzata, per l’accuratezza nello studio dei dettagli, per l’eccezionale ricercatezza del make-up e per la meticolosa preparazione dei meravigliosi costumi di scena. Nella trattatistica sanscrita classica l’attore-danzatore viene definito Drsya Kavya, la “visibile poesia”.
Profondamente influenzati dalla tradizione classica del teatro sanscrito e della cultura dravidica dell’India del sud, gli elementi di questa arte sono rintracciabili già negli antichi rituali induisti del V secolo d. C., ma trovano una formalizzazione definitiva solo nel XVII secolo, quando presso la corte del Rajah di Kottarakkara venne composto gran parte del repertorio, rifacendosi all’epopea classica induista del Ramayana e del Mahabharata.
Il Kathakali raggiunse il massimo splendore nella seconda metà dell'Ottocento, per subire poi un lungo periodo di decadenza sotto il dominio britannico. Solo da una sessantina d'anni, grazie alla spinta di uomini di cultura e intelligenza, il Kathakali è tornato all'antico splendore con vitalità e popolarità sempre crescenti: la rinascita del Kathakali si deve prevalentemente all’opera del poeta Vallathol, fondatore nel XX secolo del Kerala Kalamandalam, che fornisce tutt’ora i migliori talenti del teatro danza Kathakali.
Il Kuchipudi danzato da Mary John, invece, è una danza classica/folclorica, dove l’attrice si esibisce in equilibro su di un piatto di rame con in testa una pot riempita d’acqua. Il Mohini Attam è considerata una danza molto femminile, il cui movimento fluttuante e sensuale ricorda quello delle palme da cocco del Sud dell’India scosse dal vento.
(17-07-2006)












